SENIGALLIA – Chi mai avrebbe pensato che una conviviale Lions organizzata dal Club di Senigallia con la presenza di giovani atleti “supe-abili” si sarebbe trasformata in un’onda di entusiasmo per il nuoto praticato proprio nella nostra città?

Non si è parlato, come spesso accade, se e come una disciplina sportiva può abbattere le “barriere fisiche e mentali”, ma si è toccato con mano che questo accade davvero.

A far vivere la bellezza del nuoto paralimpico è stata la Polisportiva Senigallia A.S.D. ospite del Lions Club di Senigallia nella sua sede presso l’Hotel Raffaello.

La presidente della Polisportiva Sabrina Damen e l’allenatrice Marta Mencarelli che accompagnavano tre, dei quattro giovani campioni, Lorenzo Bronzi, Mirko Angeletti e Michele Marinelli (Elisa Vernelli assente per motivi personali) hanno raccontato che in questa ultima stagione nei campionati italiani invernali si sono vinte ben 7 medaglie in 7 gare, di cui 5 d’oro, e negli italiani assoluti estivi gli juniores fisdir sono state conquistate finali assolute e 6 medaglie di categoria di cui 4 d’oro; hanno infine ricordato che i ragazzi finp hanno ottenuto 3 medaglie di cui 1 un oro. Il manifesto della serata è stato dedicato proprio a loro: immersi in piscina con le cuffie pronti a nuotare.

La società, nata nel 1972 e affiliata regolarmente al coni-fin-finp (federazione italiana nuoto paralimpico)-fisdir (federazione italiana sport disabili intellettivi relazionali) svolge attività nataroria nella nostra città presso la piscina “Molinello” anche per disabili fisici e mentali a partire da un livello di ambientamento sino ad arrivare all’agonismo contando su circa 30 atleti di cui appunto 4 di alto livello.

“Un grazie a questi giovani che hanno accolto l’invito del Lions Club di Senigallia di farsi conoscere e di far conoscere la loro realtà” così si è espresso il Presidente Gianpiero Tozza a seguito della loro presentazione che ha veramente toccato il cuore di tutti quando uno di loro si è espresso così “si usa dire che si può nascere una seconda volta, io con questa esperienza sono nato una terza”.

Un evento speciale che ha unito armoniosamente lo sport, la disabilità e la sensibilizzazione verso i numerosissimi soci presenti con i loro ospiti che per tutta la serata hanno posto domande e scattato foto: un vero esempio di inclusione.

Durante quelle ore trascorse insieme si è veramente percepito che l’acqua limpida, trasparente, pura come quella di una piscina mette veramente a “nudo” chi ha il coraggio di “tuffarsi” e di riprendere in mano la propria vita. Partecipare è importante, ma poter salire sui gradini del podio e vedersi appendere al collo una medaglia ha un sapore tutto speciale ed ineguagliabile soprattutto quando anche le famiglie coraggiose sono a fianco dei loro figli ed ogni giorno si rimettono in gioco.